* *
*
Villa Orizzonte - Accesskey: h * Villa Orizzonte * *
Homepage > L'archivio della memoria > L'archivio di Pieve

La Fondazione Archivio Diaristico Nazionale – onlus*

di Pieve Santo Stefano (Arezzo, IT)


Fondato nel 1984 da Saverio Tutino, scrittore e giornalista del quotidiano «La Repubblica», l’Archivio Diaristico di Pieve S. Stefano è stato recentemente inserito nel Codice dei beni culturali dello Stato. Nel 1986 la contadina mantovana Clelia Marchi consegna all’Archivio il suo lenzuolo vedovile minuziosamente redatto con la storia della propria vita: pubblicato dalla Fondazione Mondadori e permanentemente esposto in un’istallazione digitale, ne diventerà l’emblema. Nel 1998, Saverio Tutino fonda con Duccio Demetrio la Libera Università dell’Autobiografia nella vicina città di Anghiari. Nel 1990 Philippe Lejeune, uno dei massimi esperti del settore, istituisce in Francia un’associazione ispirata a Pieve: sarà il primo di una serie di centri autobiografici che avranno seguito in Spagna, Germania, Belgio e, recentemente, nel progetto europeo del programma LLP European memories. Nel 1999, Nanni Moretti promuove I diari della Sacher, undici storie narrate da altrettanti finalisti del Premio Pieve e girate da giovani cineasti, presentato a Venezia e a Locarno. Nel 2007 esce per i tipi di Einaudi Terra matta, 1027 pagine dattiloscritte a interlinea zero su una vecchia Olivetti da un semianalfabeta, il cantoniere siciliano Vincenzo Rabito, forse la più straordinaria opera di scrittura popolare mai apparsa in Italia: sarà un caso letterario.

  

L’Archivio di Pieve raccoglie a tutt’oggi 6500 scritti, cui se ne aggiungono quotidianamente di nuovi. Fa capo a un ricco catalogo di pubblicazioni presso grandi e piccoli editori (Mondadori, Einaudi, Giunti, Editori Riuniti, Mursia, Rosellina Archinto e altri ancora). Nel 1998 promuove la rivista «Primapersona», poi edita da Forum. Nel 2007 nasce per Il Mulino la collana Storie italiane. L’Archivio indice ogni anno il Premio Pieve (giunto alla 27esima edizione) con la pubblica presentazione degli otto finalisti su cento selezionati da una prima giuria: fra questi, una ticinese (Sylvana Guindani Baragiola, XXVI° Premio Pieve, 2010) e una cittadina italiana di origine basilese attualmente domiciliata in Ticino (Maria Carlotta Schopf, XXV° Premio Pieve, 2009). Una seconda giuria (che ha visto fra gli altri partecipare Natalia Ginzburg, Paolo Spriano, Tina Anselmi, Dacia Maraini, Vivian Lamarque, Rosetta Loy, Carlo Ginzburg, Mario Isnenghi…) designerà il vincente, cui è garantita la pubblicazione (a partire dal 2001 nelle edizioni Terre di mezzo).


* Per saperne di più: www.archiviodiari.it














Frammento di una pagina dattiloscritta di Vincenzo Rabito.

 

 

Newsletter

Per ricevere periodicamente tutte le nostre novità, inserite il vostro Email nel campo seguente.