* *
*
Villa Orizzonte - Accesskey: h * Villa Orizzonte * *
Homepage > L'archivio della memoria > L'archivio della memoria


Da oltre un decennio, l’apertura di Villa Orizzonte di Castelrotto si è essenzialmente qualificata come restituzione al territorio di un notevole patrimonio di memoria materiale (insediamento, ambienti, arredi e documenti della dimora di una storica tenuta vitivinicola) sino allora relegato alla sfera della vita privata, per sua essenza occultata dalle mura domestiche che ne proteggono l’intimità. Lo stesso concetto di “privato” trae infatti origine dal senso di deprivato, di sottratto al pubblico dominio e visibilità.


Il risultato più rilevante di questa decennale iniziativa è che migliaia di visitatori si sono andati riconoscendo negli ambienti e negli oggetti ivi conservati, risvegliando la memoria di altre dimore, persone e vicende non più presenti nei fatti ma ancora vive nel ricordo. Restituite alla pubblica visibilità, le memorie private riannodano la rete dell’identità collettiva.


E’ sulla base di questa esperienza che Villa Orizzonte si è incontrata con l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, nella prospettiva di estendere alla Svizzera Italiana la straordinaria raccolta di scritture private (e dunque deprivate di esistenza e visibilità) promossa tre decenni or sono da Saverio Tutino. Le iniziative in programma per il mese di ottobre 2011 ne costituiscono la proposta e il lancio. In particolare, la giornata di sabato 8 si rivolge a tutte le istituzioni, enti e singole persone interessati alla realizzazione di un autonomo Archivio della memoria privata della Svizzera Italiana in rete con l’Archivio di Pieve.


Se a partire dagli anni Cinquanta, la Storia della vita privata ha assunto lo statuto di una disciplina accademica, occorre qui rammentare che storia e memoria non coincidono: la prima verte sull’accertamento del passato alla luce di una determinata prospettiva; la seconda, sull’attualizzazione del ricordo nella realtà presente. Psicologicamente, la memoria è una facoltà interiore della mente, inaccessibile agli altri; ma appena prende parola, o a maggior ragione si oggettiva in qualcosa (scrittura, immagine, manufatto), essa “viene al mondo”. Riflettendoci nello specchio mondano della nostra esistenza, noi ci riconosciamo per ciò che siamo e siamo stati. Venendo al mondo, la memoria è pertanto restituita allo stesso soggetto che ricorda. Ciò nonostante, la memoria è una facoltà delicata, complementare all’oblio: non tutto si può ricordare e talvolta non lo si deve. Ne è storico esempio il silenzio che colse la prima generazione superstite allo sterminio nazista, solo oggi recuperato con l’ampio diffondersi delle Giornate della memoria. L’esemplare modello dell’Archivio di Pieve se ne fa garante: la sua accessibilità va dalla normale consultazione dei documenti alla selezione annuale del Premio Pieve, dalla pubblicazione tramite un’ampia rete editoriale delle opere prescelte a scritti interdetti alla lettura a scadenza di decenni, non escluso il caso limite di un diario consegnato chiuso per non essere mai aperto.


Download
Memoria privata - Memoria restituita
Memoria privata - Memoria restituita

Memoria privata - Memoria restituita

Scarica il programma delle manifestazioni del mese di ottobre 2011 (Formato PDF)

*
 

Newsletter

Per ricevere periodicamente tutte le nostre novità, inserite il vostro Email nel campo seguente.