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Sabato,  26 settembre 2009

 

OSPITI 2009*

Personaggi illustrati e narrati in una casa-museo


dal 26 settembre al 24 ottobre 2009

Villa Orizzonte di Castelrotto


Rodolfo

testo e disegni di Giovanni Gilgen

Presentazione della pubblicazione e allestimento espositivo


Ubho

dipinti, oggetti e installazione di Simona Viviani


Orari d'apertura

dal mercoledì alla domenica

10.00 - 12.00 / 14.00 - 17.00


Visita guidata alla villa

comprensiva dell'ingresso alle mostre 

fr. 10.–


Vernissage

sabato 26 settembre 2009

dalle 15.00 alle 19.00


Finissage

sabato 24 ottobre 2009

dalle 15.00 alle 19.00

 

In occasione del finissage, Giovanni Gilgen si farà condurre dalle melodie folcloriche interpretate da Ioana Butu (voce) e Daniele Dell'Agnola (fisarmonica) eseguendo dal vivo un dipinto su tela.


 


Ospiti 2009*

Personaggi


Ospiti a Villa Orizzonte sono quest'anno due personaggi: RODOLFO, scritto e illustrato da Giovanni Gilgen sul supporto di un'unica striscia (m. 0.145 x 21.30) che, in occasione della presentazione del libro distribuito da Dadò editore, si dipana al piano terra della villa; e UBHO, una muta immagine fuoriuscita da un dipinto, che popola la mostra allestita da Simona Viviani negli spazi della limonaia. Nuovi avventori approdati nella vecchia dimora, essi dialogano, come è proprio della rassegna, in uno scambio di narrazioni con le immagini, gli oggetti, i ritratti e i racconti che nel corso del tempo vi si sono andati stratificando.


RODOLFO prende corpo da una voce che, nel dialetto di Novaggio, si impone al disegnatore: - A vöi ness!! - E chi sei? - A sóm chel ch'a vegnerà föra da tö péna. (Voglio nascere! - E tu chi sei? - Sono quello che verrà fuori dalla tua penna.) Dialetto e codice in lingua si alternano in un serrato dibattito che, progressivamente, dà forma a un volto, a un'acconciatura e a un carattere, fino a assumere l'identità di un nome, corpo, abbigliamento e azione. Ma, giunto alle scarpe, Rodolfo comincia a correre e, nella dinamica del segno grafico, finisce col perdere la faccia. La ritroverà solo alla fine, dopo un accanito duello con la propria ombra.


UBHO, viceversa, è un'immagine dipinta, per sua natura priva di parola. A malapena articolata in testa, braccia, gambe e tronco (come è proprio dei suoi antecedenti del Novecento ispirati alla psicogenesi del disegno infantile, Mirò, Klee, Dubuffet, Munari, per rimandare a qualcuno) e con un vago richiamo letterario nel nome (l'Ubu re di A. Jarry), egli reclama un'autonoma esistenza con altrettanta pervicacia di Rodolfo, imponendo all'artista di replicare ossessivamente la sua figura nel (vano) tentativo di esprimersi a parole.  Questi si affaccia da un buio boccascena, qua e là rischiarato da una lampadina o dal baluginare di un riflettore. La bocca si spalanca in una voragine afasica da cui fuoriescono bolle, ghirigori, rigurgiti di colore, scritture pre-fonetiche di emissioni sonore, grida, balbettii, lallazioni corrispondenti a un altrettanto inarticolato pensiero (piatte campiture azzurre, insiemi uniformi di trattini, maldestra successione di segni circolari, mai conformi alla vocalizzazione). Unico tracciato alfabetico, sempre ricorrente con incerta grafia infantile, è la negazione non: Non ancora parole.


Da un anno in qua Rodolfo e Ubho sono andati intrecciando, si è già accennato, un assiduo dialogo con i fantasmi iscritti nei reperti materiali, iconografici e cartacei conservati nella villa. Giovanni Gilgen, Simona Viviani e Fabio Guindani daranno loro voce, accompagnando i visitatori nell'ambito delle rispettive mostre e degli ambienti museali. Con quale esito di questa contaminazione di narrazioni, ancora non si sa.


Fabio Guindani





Rodolfo

racconto scritto e illustrato da Giovanni Gilgen


Rodolfo nasce dalla penna del Giuvanin fra equivoci e disaccordi, attraverso i quali i due personaggi crescono e si arricchiscono reciprocamente. Il Giuvanin diventerà un disegnatore sempre più abile grazie alla pratica e soprattutto ai suggerimenti di Rodolfo, che da parte sua acquisterà una vera personalità. Questo paradossale conflitto fra un creatore e la sua creatura, sottolineato dalla differenza linguistica fra i due (Giuvanin si esprime in italiano e Rodolfo in dialetto), con sottile ironia ci parla dei piccoli conflitti che danno sapore alla nostra quotidianità.


Giovanni Gilgen è nato a Lugano nel 1970. Vive a Bedigliora dove opera come pittore, decoratore e restauratore. In veste di narratore e illustratore, con Rodolfo è alla sua opera prima.


 


 


 


 


 


 


 


 

 

Ubho 

sequenza pittorica di simona viviani


Mi succede, nel processo di ricerca artistica, di incontrare dei 

personaggi che si impongono alla mia volontà, personaggi che cercano uno spazio di espressione. Quando ciò accade, non posso che seguire la volontà del personaggio e scoprire quale messaggio mi vuol comunicare. Il gesto sulla tela risponde allora a regole ben precise, che si definiscono sempre più durante il percorso creativo. Lo spazio si struttura, le tracce sulla tela si organizzano in simboli riconoscibili. Il lavoro che propongo a villa orizzonte, coincide con le mie prime esperienze e scoperte nel campo della ricerca teatrale. I primi suoni, la coscienza dello spazio interno ed esterno, l'immediatezza, l'illuminazione della scena, l'annullamento dell'io. Il vissuto di queste esperienze hanno fortemente influito sul mio stato nella creazione. La precisione nell'intenzione, il fluire del gesto, la consapevolezza e l'attenzione, sono gli ingredienti di base che hanno dato origine alla serie di tele che costituiscono l'esposizione NON ANCORA PAROLE. L'incontro con il luogo dell'esposizione, la limonaia, ha ispirato l'allestimento.


Simona Viviani è nata a Biasca nel 1969 e ha il suo studio a Bellinzona. Diplomata SUPSI come grafica e illustratrice, è anche attiva nel campo pittorico, nell'editoria per l'infanzia e nel design di oggetti.



















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Ospiti 2009*
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